PIOTORACE NEL GATTO

PIOTORACE NEL GATTO

 

Eccomi, come promesso, vita morte e miracoli sul piotorace… le cure proposte dai veterinari e le cure proposte da me…
1) veterinario Majano Minisini 16 agosto… “i polmoni sono a posto, si respira un pò frequente, ma sarà per la febbre” bytril e arrivederci…
2) veterinaria Cardona dal 17 agosto al 20 agosto… sinulox… “i polmoni sono a posto” e io “ma fare una lastra?” risposta “no tanto non si vede niente” e io “ma cambiare antibiotico, perchè non mi sembra che stia andando meglio?” risposta “no non possiamo creare resistenze”
3) veterinario silvana della mura sempre presso Cardona… ma forse ha la fip, la fiv, la felv, un tumore… fatto test… tutto negativo… ma farei fare un ecografia… ma aspettiamo …Veterinaria Cardona… ma i bianchi sono scesi secondo me puoi sospendere l’antibiotico…
e io “si ma continua a respirare frequente e a non mangiare”… e perchè si deve rimettere…

4) Veterinario Tarcento. dal 24-31 agosto… fanno lastra, trovano versamento, fanno citologico, trovano cocchi, fanno antibiogramma nel frattempo marbocil… dopo 3 giorni dico, ma le è tornata la febbre, forse serve un altro antibiotico … “e ma vediamo…non vorremmo creare resistenze” e io “e ma se la gatta muore sai chi se ne frega delle resistenze!” allora associamo DEFLAMON… ok scende la febbre ma continuiamo i drenaggi… la respirazione e comunque sempre difficoltosa, si ha un leggero miglioramento, ma comunque la situazione rimane stazionaria… arriva l’antibiogramma e il marbocil risulta essere mediamente sensibile, antibiogramma anaerobi mai pervenuto, dico “ma non possiamo dare un sulfaminico che risulta sensibile?” risposta “e no sono un pò tossici… e poi non si trovano questi farmaci sono ospedalieri” lunedì 31 mi propongono di mandare la gatta o a padova a mettere n drenaggio fisso, o lo fanno loro con un loro collega… faccio dimettere la gatta e vado a 5) Majano Fabbro… che vedo tutto in maniera ottimistica, andiamo avanti con deflamon in vena e marbocyl… mi sembra che pian piano migliori… e io” giovedì scorso…” ma la gatta continua a respirare male… se sta migiorando non dovrebbe respirare megllio? e lui “e si”… diamo un sulfaminico? “no no, il deflamon secondo me è sufficiente”…
6) “VETERINARIO” GAGGIATO ILENIA, va in farmacia prende BACTRIM… (si dicono peste e corna… ma lo prendono anche i bambini… lo avevano tolto dal mercato perchè era tossico, ma poi hanno fatto delle modifiche e lo hanno rimesso) vabbè… morto per morto… lo prendo… 5 giorni di BACTRIM la gatta respira come nuova… passato tutto! Ora finiamo la cura per sicurezza ma bastava l’antibiotico giusto altrimenti l’antibiogramma a cosa lo abbiamo fatto a fare!!!

 

Alcuni medicinali da tenere sempre in casa

Per i coccidi è utile il prococox e lo stomorgyl. Con lo stomorgyl la cura è molto più lunga (15 giorni mattino e sera).

Per la giardia va bene il panacur.

Per una sverminazione generica è ottimo il pralen.

Acy una pomata oftalmica per le forme di congiuntivite da herpes virus. (Non c’è più l’iducher è stato tolto dal mercato.)

Struvite e problemi urinari

Per la struvite nei gatti e i problemi urinari ci sono dei prodotti adatti che aiutano a prevenire il problema.

Urys della inneov per acidificare la pipi è un prodotto naturale, andrebbe dato per 2 volte all’anno soprattutto ai maschi che corrono il rischio di un blocco urinario.

C’è anche lo Stien che è un farmaco che è utile per acidificare le urine.

Andrebbero poi date delle crocchette con dosi di calcio e magnesio basse… ottime le GranataPet.

In erboristeria è possibile trovare le erbe per fare l’infuso spaccapietra che aiuta a sciogliere eventuali calcoli.

Ovviamente è sempre bene farsi seguire da un veterinario.

Altro consiglio utile è mescolare l’umido (meglio se in patè) con dell’acqua in modo che mangiando umido i gatti assumano più liquidi, perchè spesso i gatti che hanno problemi urinari mangiano troppo cibo secco e bevono troppo poca acqua.

Ma il gatto monta?

Ogni volta che in casa abbiamo un nuovo riproduttore, la domanda che ci attanaglia sempre è: “Ma monterà??? E se si, quando?”

I persiani sono tardivi, e questo è un dato di fatto. Se ben conosca allevatori che dicono di aver avuto dei soggetti che hanno montato prima di un anno a me questa fortuna non è mai capitata! Io ho sempre avuto maschi e femmine che prima di un anno e mezzo abbondante e anche due, non ne hanno voluto sapere.

Poi qualcuno ovviamente si chiederà se c’è un modo per capire quando il maschio è pronto… Parliamo di maschio perchè la femmina è abbastanza visibile quando diventa pronta.

Di modi per capire se un maschio è pronto non ce ne sono se non quando lo vedete sopra la gatta che fa il suo dovere!

Qualcuno dice che cambia odore l’urina, e inizia a marcare il territorio.

Io ho notato anche una variazione nel timbro di voce se è per questo. Ma non basta.
Perchè per un maschio essere pronto, non significa solo marcare il territorio, fare pipì più acida o miagolare col vocione… Purtroppo c’è anche una maturità psicologica che non è visibile da alcunchè. Una molla che scatta quando vuole lei.

Per cui dovrete rasegnarvi a vedere le gatte in calore e il micione che se ne va a dormire o che salta sopra un’altra gatta che non è in calore.

Poi quando inizia a captare cosa deve fare, dovrete subire i tentativi non andati a buon fine perchè non sa dove deve mettersi.

Tanta pazienza e quando meno ve lo aspettate accadrà.

Per non parlare poi di quando lui finalmente ha capito cosa deve fare e la gatta che è in calore non sa cosa vuole dalla vita: “per la serie si ho voglia, ma ti soffio e me la tiro”

Consiglio: meglio uscire perchè potreste innervosirvi e tirare pedate al gatto e alla gatta.

Poi uno potrebbe chiedersi se forse l’ambiente non è idoneo? Magari mettere i due in una stanza appartata?

Per mia esperienza personale anch’io pensavo all’ambiente intimo come più adatto ai due “piccioni”, per poi scoprire che tutti i miei gatti sono esibizionisti e chiusi in una stanza non fanno niente! A miei? Per tutta la casa gli piace farlo e se c’è il pubblico meglio!

Ma trattiamo ora le sostanze stimolanti… Lipovet??

Mah! Con un mio maschio di più di un anno avevo cominciato a darglielo dal mese di gennaio, perchè sapevo che a febbraio le gatte avrebbero iniziato il calore.
Risultato? Le gatte andavano in calore e lui andava a dormire…

Ad aprile dopo aver già sospeso il lipovet ancora da inizio marzo, questo si è svegliato…
Quindi se non è ora non ci sono santi che tengano!!!

ULCERA CORNEALE NEL GATTO

ULCERA CORNEALE NEL GATTO

Le cause che portano alla formazione di ulcere corneali nel gatto possono essere svariate: batteriche, virali, traumatiche. La cosa importante è non perdere tempo e rivolgersi subito a un veterinario esperto d’occhi (se ne trovate uno).

CURE ULCERA CORNEALE NEL GATTO O SEQUESTRO CORNEALE

Se vedete un gatto persiano o un qualunque gatto con un occhio chiuso, non perdete tempo…potrebbe essere herpes virus, ma no solo!

1) synulox 2 volte al giorno per bocca

2) collirio tobral o Naflox 4 volte al giorno (però se non c’è ancora ulcera è meglio  il tobradex che ha cortisone e credetimi fa miracoli)

3) collirio iducher 4 volte al giorno

4) lisina in compresse una volta al giorno.

Se non avete perso troppo tempo a decidervi, gli salverete l’occhio.

Purtroppo i gatti persiani sono soggetti a scarsa lacrimazione e avendo gli occhi grandi possono avere queste forme chiamate anche sequestri corneali.

Sarebbe buona norma, tenere tagliata la peluria intorno agli occhi, in modo che i peli non diano fastidio creando irritazioni e tenere puliti gli occhi con gocce fiologiche quotidianamente.

La lisina serve nel caso il sequestro sia causato dell’herpes virus, la lisina infatti si nutre delle stesse sostanze di cui necessita il virus per sopravvivere. Togliendo il nutrimento al virus, si limitano i danni da herpes virus. Se avete un gatta che va soggetta a ricadute utilizzate la lisina a cicli in modo da mantenere il virus inattivo.

E ora veniamo al sodo, anche qui può succedere di trovarvi come è capitato a me con la gatta con l’occhio completamente grigio e opaco. Non mollate… un’ulcera corneale va curata anche per mesi (io l’ho curata per 2 anni). Parola d’ordine: NON MOLLARE!

Per esperienza personale vi racconterò come è andata nel mio caso. Ho iniziato a notare che la mia micia teneva l’occhio chiuso e l’occhio era opaco. Non sono andata subito dal veterinario e le ho dato il tobradex. Collirio con cortisone. L’occhio inizialmente stava meglio, appena smesso di usare il collirio è fortemente degenerato. Quando l’ho portata dal veterinario le ho sentite perchè avevo usato il tobradex. A un anno dall’evento l’occhio è tornato normale. L’altro che ha avuto lo stesso problema e non ho usato il tobradex  perchè avevo paura di fare più danno che altro è rimasto con una cicatrice… Ora mi chiedo… ??? Ma forse il tobradex non aveva fatto poi così male… Chissà… Mistero. Il mistero è stato svelato, dopo aver applicato all’occhio che era rimasto con la cicatrice per ben due anni di tanto in tanto (a cicli bimestrali della durata di 20 gg) il collirio al cortisone ha fatto il miracolo… la crosta si è sollevata ed è caduta da sola, lasciando l’occhio quasi perfettamente sano. Dico quasi perfettamente perchè il processo di guarigione è ancora in atto ma è rimasto solo un pò più opaco… ma presumo che continuando col cortisone, arriveremo senza intervento chirurgico a riportare l’occhio in forma normale come è tornato l’altro che fin da subito è stato curato col cortisone.

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TORACE PIATTO NEL GATTO FCK

TORACE PIATTO NEL GATTO FCK

TORACE PIATTO NEL GATTO FCK

Questa è un altra malformazione con la quale può nascere un cucciolino, ve ne accorgete perchè prendendo il micio e tenendolo a pancia in su, non presenta un torace bello rotondo ma schiacciato.

Purtroppo non c’è niente da fare. Perchè crescendo il micio i polmoni non trovano lo spazio sufficiente per crescere. Se è lieve ci sono possibilità che il micino sopravviva lo stesso.

Sebbene il termine ‘Pectus Excavatum’ venga talvolta utilizzato per indicare la FCK, esso non è affatto accurato. Pectus excavatum si riferisce alla crescita dello sterno (dorso) verso l’interno, nella direzione del corpo: anche alcuni FKC hanno un pectus excavatum ma molti no e un torace piatto non è la stessa cosa di uno sterno rientrato. Sono molto grata ad un allevatore che leggendo questa pagina, ha scelto di inviarmi queste radiografie di un pectus excavatum:

In un caso di FCK, la parte inferiore della gabbia toracica si appiattisce e a volte rientra verso l’interno. Sono dell’opinione che molti casi di FCK non vengano nemmeno diagnosticati: quando la condizione è molto lieve, il cucciolo non mostra segni di sofferenza o debolezza e può crescere normalmente. La gabbia toracica si sistemerà da sola col tempo. Una situazione di FCK lieve probabilmente non richiede alcun intervento, sebbene fornire vitamine e – se il cucciolo appartiene ad una cucciolata numerosa – con latte aggiuntivo, è altamente consigliabile per prevenire il peggioramento delle condizioni.
Nei casi estremi, il cucciolo inizia a respirare affannosamente e muore se lasciato a se stesso. A volte la rientranza non provoca difficoltà respiratorie e il cucciolo riesce a sopravvivere. Tuttavia, una volta che la gabbia toracica rientra, c’è il pericolo di danneggiare i polmoni e alcuni cuccioli che a prima vista sembrano essere sani, nonostante tutto muoiono e l’autopsia mostra del tessuto polmonare anormale. I due diagrammi sotto sono stati prodotti da uno studio veterinario commissionato dal Burmese Cat Club (dettagli in seguito).

In termini di torace piatto nella FCK, i muscoli tra le costole (i muscoli intercostali) e i muscoli del diaframma non si contraggono e rilassano correttamente, così che l’intero volume della cavità toracica diventa più piccola e i polmoni non espirano ed inspirano propriamente. La quantità di ossigeno disponibile ai muscoli si riduce e il cucciolo tenta di conquistarsi più ossigeno respirando più velocemente – ossia sembra annaspare.

Presumo sia una causa genetica, perchè avevo fatto accoppiare due gatte diverse con lo stesso maschio e in entrambe le cucciolate ho riscontrato qualche cucciolo col problema.

Meglio togliere il gatto dalla riproduzione.

PROLASSO RETTALE DEL GATTO

PROLASSO RETTALE DEL GATTO

PROLASSO RETTALE DEL GATTO

E bene si, mi è successa anche questa… con un gattino orfano che purtroppo aveva un problema di torace piatto… per lo sforzo a cercare di respirare mi ha tirato fuori un paio di volte il retto.

Cosa si deve fare?

Cospargere di zucchero la parte fuoriuscita. Lo zucchero infatti, riduce l’edema consentendoci poi con una pennina o un cottonfiock di spingere di nuovo dentro la parte fuori uscita.

Tenere poi al caldo il gattino e controllare che non ricapiti.

 

PROLASSO RETTALE DEL GATTO

PALATOSCHISI NEI GATTI

PALATOSCHISI NEI GATTI

Per quanto riguarda la palatoschisi………………………………, vi fornisco alcune dritte da me stessa usate. Prima di tutti i dettagli tecnici però vi avviso di una cosa, se non siete disposti a fare tanta fatica, ma tanta e ad avere tanta pazienza lasciate stare.

Vi dico inoltre che più volte durante questi mesi di buio totale, mi chiedevo il senso nell’andare avanti con questa avventura. Le difficoltà a mangiare e a crescere stendono qualunque spiraglio di ottimismo se poi si mette in conto anche “reggerà l’anestesia durante l’operazione?”. Insomma preparatevi a tempi oscuri dove tutto vi sembrerà inutile.

Cosa mi ha dato la forza di andare avanti? Bè lui. Lui con i suoi occhioni bisognosi di aiuto, per cui vivere alla giornata in quel caso è l’unico modo per stare a galla. Non pensare a tutto quello che vi dovrà aspettare, ma solo alle fatiche giorno per giorno.

Un caloroso ringraziamento lo faccio a Jenny che lo ha voluto adottare ugualmente sapendo del problema e perchè quando sono arrivata al punto di crollo dopo 3 mesi e due settimane che me ne prendevo cura, mi ha dato il cambio occupandosi lei con molto coraggio del micio, quando ancora non si era rimesso del tutto dal post operatorio e che ora sta benissimo.  Insomma solo un lavoro di squadra fatto con tanta passione potrà dare un buon esito.

Tenete conto che il micio di cui parlo ha subito 5 interventi prima di essere a posto. Nel post interventi per non far riaprire il buco ha dovuto essere nutrito col sondino. Il sondino a volte può staccarsi e si deve correre dal veterinario a rimetterlo… Questo per farvi capire quanto lavoro ci sta dietro. Solo la pazienza e l’aiuto di più persone può portare a risolvere il problema.

1) Un gattino affetto da palatoschisi non si attacca alla madre per succhiare il latte.

2) Se lo nutrite voi con la siringa esce il latte dal naso.

3) Se aprite la bocca il palato presenta un buchino (“buchino” il mio aveva una voragine…ed era interessato oltre che al palato duro anche il palato molle).

Di prassi io quando una gatta sta per partorire mi fornisco sempre di synulox (per i mici in difficoltà e che vanno nutriti artificialmente)  e plasil (per aituare la produzione di latte nella gatta). Il synulox perchè nel caso un micino abbia ingerito del liquido amniotico o io abbia tagliato il cordone ombelicale troppo sotto va dato per 3 giorni per prevenire infezioni ombelicali o polmonite ab ingestis. Nel caso della palatoschisi va dato perchè dovendo nutrire voi il gattino serve una copertura antibiotica per tutto il periodo che il micio verra nutrito con la siringa (io il mio l’ho nutrito tutto il periodo con la siringa, non ho mai usato il sondino, qualcuno usa il sondino…) e fino all’intervento di correzione di palatoschisi e poi ancora fino a che dopo l’intervento, non mangia completamente da solo.

Un gattino affetto da palatoschisi fa fatica a mangiare anche se nutrito da voi. Io iniettavo sotto cute del rossovet carnitina iniettabile 2,5ML due volte al giorno, per aumentare l’appetito e aiutarlo a crescere (anche questo va dato a volontà anche per tutto il periodo fino a che non è autosufficiente).

Nei giorni post-intervento oltre al rossovet carnitina iniettabile sottocute, synulox iniettabile sottocute, vanno somministrati anche 30ML di acqua glucosata nell’arco della giornata, fino a che non ricomincia a mangiare.

Se vi trovate in questa situazione e avete bisogno di chiedermi qualcosa potete telefonarmi. Il mio numero è sui contatti.

SYNULOX

E’ doveroso da parte mia fare un MONUMENTO  a questo antibiotico. Alla faccia di tutti gli incompetenti che ho incontrato: veterinari, colleghi, conoscenti…

Infatti tutte le volte che mi sono trovata alle prese con situazioni al limite: gattini orfani; mi sono sentita dire che l’antibiotio va dato solo se stanno male (detto dai veterinari, credetemi quando stanno male sono già morti, l’antibiotico non serve più, con i gattini orfani va dato fin da subito per prevenire). Da colleghi mi sono sentita dire che non più di una goccina una volta al giorno altrimenti vanno in diarrea e ti muoino… (la diarrea viene con il latte artificiale non con l’antibiotico che invece va dato più di una goccina e ben due volte al giorno come scritto sul bugiardino!! Se date latte di capra, panna da cucina e rosso d’uovo al posto dei latti artificiali, nessun gattino vi “va in diarrea”).

Nel caso della palatoschisi l’ho dato per ben 5 mesi fino a che non è uscito completamente dal tunnel… e credetemi che di latte di traverso ne sono andati a litri…

QUINDI NO COMMENT!

Ed ecco la foto di Mosi gatto fortunato che ha trovato 7 stupidi (per modo di dire) che invece di sopprimerlo hanno fatto i salti mortali per salvargli la vita.

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PALATOSCHISI NEI GATTI

ALLATTAMENTO E SVEZZAMENTO GATTINI ORFANI

ALLATTAMENTO E SVEZZAMENTO GATTINI ORFANI

Scrivo questo articolo perchè purtroppo ho avuto a che fare con i gattini orfani. Molti me ne  sono morti perchè la mia inesperienza non mi ha dato la possibilità di salvarli e purtroppo ho dovuto fare esperienza sulle spese di questi piccolini. Dico purtroppo perchè quando si parla di gattini orfani se ne sentono tante ma poche di buone e nessuno sa spiegare esattamente cosa c’è da fare e cosa non c’è da fare.

REGOLE DA NON TRASGREDIRE PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO.

(Queste regole devono essere il vostro CREDO, se non siete disposti a seguirle alla lettera lasciate perdere ogni tentativo di salvataggio alternativo non andrà a buon fine.)

1) DARE L’ANTIBIOTICO SYNULOX IN GOCCE AL GATTINO. 2 gocce per ogni 100gr di peso ogni 12 ore.

2) L’ANTIBIOTICO VA DATO FINO AD UNA SETTIMANA DOPO IL COMPLETAMENTO DELLO SVEZZAMENTO. Ovvero va sospeso solo quando il gattino mangia già da una settimana da solo senza più nessun vostro aiuto artificiale.

3) CONTROLLARE CHE IL GATTINO SIA SEMPRE CALDO, SE NON LO è PRIMA DI DARGLI DA MANGIARE VA SCALDATO. (Usare i termofori).

4) DARE DA MANGIARE AL GATTINO OGNI DUE ORE PER I PRIMI 20 GIORNI. SE NON HA IL RIFLESSO DI SUZIONE METTERGLI UN 3/4 VOLTE UN Pò DI MIELE SULLA LINGUA A INTERVALLI DI 15 / 20 MINUTI.

5) STIMOLARE I BISOGNINI CON UN BATTUFOLO DI COTONE DA STROFINARE SUI GENITALI DEL GATTINO PER AIUTARLO A FARE I BISOGNINI.

6) UN GATTINO ORFANO INIZIERA’ A MANGIARE DA SOLO MOLTO PIù TARDI RISPETTO A UNO ALLATTATO DALLA MADRE. CI VUOLE MOLTA PAZIENZA.

Perchè così?

Perchè basta una goccia che vada di traverso al gattino mentre lo nutrite (e credetemi che una goccia di traverso andrà di sicuro al 100%) che nel giro di 24 ore gli viene la polmonite ab ingestis e muore. A quel punto, quando inizia a stare male dare l’antibiotico non serve più. E troppo tardi. Se non volete vedere morire di polmonite un gattino, fregatene di cosa dice il veterinario (no l’antibiotico si da solo se sta male) perchè quando starà male l’antibiotico potete darlo da bere al veterinario…  al gattino non sarà più d’aiuto. Mi spiace essere così dura con i veterinari, ma il giorno che trovo un veterinario che oltre a visitar gatti adulti ha esperienza di allattamento di gattini orfani ne riparliamo se è vero si o si che l’antibiotico assolutamente si!

Se il gattino ha freddo, non mangia. E può morire per ipodermia.

Se il gattino è in ipoglicemia non succhierà mai da solo, dovete prima riequilibrare gli zuccheri.

Fate queste poche cose, ma senza mai tentennare e se non ci sono altri problemi dietro ce la potreste anche fare.

TAGLIO DEI DENTI GATTINI

Il taglio dei denti nei gattini.

Brutto da dire però è una pratica diffusa tra gli allevatori. Anche a me fu detto di tagliare i denti… Sulle prime ero perplessa. Non tanto per la pratica, ma perchè nessuno mi ha mai spiegato il principio secondo il quale dovevano essere tagliati i denti e il perchè doveva funzionare…

Non trovai mai nessuno che diede risposte alle mie domande: nè allevatori e nè veterinari.

Così dovetti ripiegare sulla mia esperienza personale. Cominciai a tagliare tutti e 4 i canini ai gattini che presentavano qualche stortura. Risultato?? La crescita definitiva era identica a quella di latte quindi la bocca restava storta.

Il mio veterinario mi disse che non vanno tagliati, vanno tolti. Allora procedo col togliere i denti da latte storti. Ma anche in questo caso il risultato dei denti definitivi si presenta con lo stesso problema.

Un giorno mi sveglio… (come la bella addormentata nel bosco) e decido che i denti vanno tagliati, ma non tutti e 4! Sempre  e solo i due canini sotto. Vi spiego perchè e vi spiego anche perchè ineffetti così funziona. La bocca va a posto.

I micini piccoli per prima cosa tirano fuori i canini sotto e dopo quelli sopra.. Ora cosa succede? Succede che se i canini sotto che sono già fuori sono sulla stessa traiettoria di quelli che devono scendere da sopra , questi non riescono a posizionarsi esternamente a quelli sotto perchè li ostacolano storgendosi la bocca. Se tagliamo quelli sotto, si libera la strada ai canini sopra che scendono giusti. Ma perchè tagliare e non semplicemente togliere? Perchè ho notato col tempo che il moncone che resta in quelli sotto serve per tenere all’interno la crescita del canino sotto (ho notato infatti che il nuovo dente tende a spuntare internamente al moncone e mai esternamente) e inoltre la presenza del moncone rallenta l’uscita dei canini sotto(che naturalmente invece spunterebbero per primi), facendo uscire prima quelli definitivi sopra così non viene a crearsi lo stesso problema di traiettoria e la  bocca per magia va a posto. PER CAPIRLO HO DOVUTO ROVINARE LA BOCCA A UN Pò DI GATTI… MA IL PRINCIPIO è QUESTO. Mi chiedo perchè molti lo fanno a caso ma non si chiedono perchè va fatto e soprattutto come va fatto, ma si limitano al risultato del caso: ogni tanto gli va dritta e ogni tanto gli va storta, ma non sanno spiegarsi perchè. Spero che tutti possano far frutto della mia esperienza.