PATOLOGIE OCULARI NEI GATTI

PATOLOGIE OCULARI NEI GATTI

E’ importante per un proprietario avere un minimo di conoscenza delle parti fondamentali dell’occhio del gatto. Succede spesso che prima di ricorrere al veterinario si cerca di risolvere il problema a casa rischiando di iniziare cure inappropriate, che arrecano più danno che beneficio.
Il proprietario può notare diversi sintomi di malattie oculari nel gatto anche da un esame non approfondito, tra i quali
possiamo ricordare:
• aumento della secrezione lacrimale o epifora in alcuni casi con presenza di pus;
• diminuzione della secrezione;
congiuntivite nel gatto;
• aumento del volume del globo oculare;
• alterazione della chiusura palpebrale, es. impossibilità di chiudere le palpebre o
lagoftalmo;
alterazione della cornea del gatto con diminuzione della lucentezza, presenza d’ulcere;
• aumento del diametro pupillare o miosi (molto importante negli avvelenamenti da
organofosforici);
• alterazioni che riguardano il cristallino, es. cataratta.

Memorizzando i sintomi che nota sul proprio gatto, il proprietario può facilitare il veterinario nell’individuare facilmente la diagnosi.

L’elenco che viene quì riportato è solo una piccola lista delle diverse patologie a carico dell’apparato visivo del gatto, è bene ricordare che molte volte il sintomo oculare è solo un segno della patologia generalizzata, che sta dietro, per cui è sempre meglio cercare subito la causa che sta ha generato il problema che tentare di risolvere il tutto localmente con l’uso di un collirio.

Partendo dalla componente più esterna, da un esame dell’occhio, le prime alterazioni che si possono notare sono quelle riguardanti le palpebre.
Elenco patologie più importanti relative al sistema visivo del gatto:
• blefarite od infiammazione palpebrale;
• blefaredema, cioè edema delle palpebre che può essere mono o bilaterale e può essere causato da punture d’insetti nel primo caso ed allergia alimentare nel secondo, altre cause possono essere traumi, malattie batteriche, ecc., i sintomi di blefarite possono essere associati a prurito, gonfiore della parte e disagio del soggetto.
Nel gatto possiamo avere se pur raramente l’entropion o riavvolgimento del margine libero palpebrale che nel tempo può causare congiuntivite o cheratite; sempre raramente nel gatto si può avere anche ectropion o rovesciamento del margine libero della palpebra
inferiore con conseguente congiuntivite cronica; in tutte e due le patologie è necessario l’intervento chirurgico. A livello palpebrale possiamo avere anche l’orzaiolo ed il calazio, quest’ultimo più evidente però meno doloroso e problematico; è importante evitare l’uso di colliri a base di cortisone in presenza d’orzaiolo perché essendo immunodepressivi ritardano la guarigione.
Le forme tumorali a carico delle palpebre sono purtroppo quasi sempre di natura maligna, le più importanti sono:
• carcinoma squamocellulare, colpisce soprattutto i gatti bianchi ed è facilmente associato ad esposizione ai raggi ultravioletti;
• sarcoma dei tessuti molli.
Fortunatamente tutte e due le forme tumorali hanno un’invasività limitata.

Procedendo verso l’interno dell’occhio troviamo la congiuntiva, a carico di questa parte possiamo ricordare le seguenti patologie:
• chemosi od edema congiuntivale (allergie, traumi, reazioni a farmaci);
• emorragia sottocongiuntivale, in questo caso bisogna fare molta attenzione. Perché può essere il primo sintomo d’avvelenamento da anticoagulanti;
• congiuntivite, può essere di natura batterica con scolo oculare, edema, se trascurata può causare cheratite e complicanze maggiori, altre cause possono essere traumi, sostanze tossiche, ecc.;
• congiuntivite cronica.
Molto importanti sono le congiuntiviti causate da Clamydia, che si manifestano con epifora, ispessimento congiuntivale, essudato inizialmente mucoso quindi mucopurulento e iperplasia del tessuto linfoide soprattutto alla faccia interna della terza palpebra, vi può essere interessamento corneale e nei casi più gravi la formazione d’ulcere corneali nel gatto; associati vi sono sintomi a carico dell’apparato respiratorio quali starnuti, scolo nasale, dispnea, ecc.
Mentre la congiuntivite Herpetica che si presenta con scolo mucopurulento, iperemia congiuntivale, chemosi, formazioni di pseudomembrane, ulcerazioni corneali nel gatto che possono anche approfondirsi, oltre a sintomi generali.
Altra congiuntivite nel gatto è quella causata da Mycoplasmi, si manifesta come quella da clemidiosi con l’unica differenza di una superficie congiuntivale vellutata, rosso scura e vi può essere la formazione di pseudomembrane.
A carico di questa porzione oculare possiamo avere la protusione della membrana nittante, che è uno dei sintomi fondamentali della sindrome di Horner, quest’ultima è una patologia a carico del sistema nervoso simpatico che innerva l’occhio.
Anche per la congiuntiva possiamo annoverare delle forme tumorali tra cui melanocitoma limbare, papilloma, emangioma, melanoma maligno della congiuntiva.
La cornea nel gatto, è una parte fondamentale perché svolge notevoli funzioni tra cui:
• racchiude il contenuto oculare e mantiene la forma del globo;
• agisce come lente rifrattiva;

• permette il passaggio della luce essendo trasparente.

Le patologie più importanti della cornea nel gatto sono:
cheratite ulcerativa o ulcera corneale, causata da malattie batteriche, micotiche, virali e clamydiosi, traumi, corpi estranei, danni di natura chimica, es. shampoo; la sintomatologia di cheratite ulcerativa comprende: dolore, blafarospasmo, scolooculare, edema corneale, colorazione bluastra, prolasso della terza palpebra ed enoftalmo.
• La diagnosi sarà fatta in ambulatorio mediante l’applicazione topica di florescina, la quale penetra nell’ulcera dando una colorazione verde brillante alla parte.
• Nel caso di cheratite da shampoo il proprietario può irrigare con soluzione fisiologica sterile, riscaldata, la parte perché così facendo rimuove le particelle irritanti ed in alcuni casi può evitare l’insorgere della cheratite.
• La terapia della cheratite ulcerativa nel gatto è sempre riferita alla causa che sta a monte, localmente si possono instillare colliri antibatterici a base di tetracicline nel caso di clamydiosi, colliri antivirali, midriatici, è bene evitare l’uso di colliri a base cortisonica.
• In alcuni casi di cheratite ulcerativa nel gatto bisogna ricorrere all’intervento chirurgico che deve essere sempre eseguito da uno specialista.
Cheratite cronica e sequestro, detta anche “sequestro corneale nel gatto“, può seguire una cheratite cronica ulcerativa o altre condizioni aspecifiche; essa è caratterizzata dalla presenza di tessuto pigmentato di scuro nello stroma corneale anteriore e
nell’epitelio, questo sequestro può essere appiattito o rialzato ed interessare una parte più o meno ampia di cornea; il trattamento è l’asportazione chirurgica e le recidive sono scarse.
Parliamo ora del cristallino, elemento fondamentale per la cosiddetta messa a fuoco dell’immagine, le problematiche di questa parte sono:
• Lussazione, nel gatto quasi sempre causata da traumi, questa patologia può degenerare in glaucoma oppure, se la lussazione è posteriore, in patologie alla retina; la risoluzione è quasi sempre chirurgica.
• Cataratta, cioè opacità del cristallino, le cause possono essere di natura congenita, farmacologica o diabete. Proseguendo abbiamo l’iride a carico della quale possiamo avere un’alterazione della colorazione od eterocroma che è ereditario ed associato al colore bianco del pelo, spesso in combinazione con sordità del soggetto.
Uveite anteriore od iridociclite è spesso associata ad una malattia sistemica tipo herpes virus, toxoplasmosi, leucemia virale felina, peritonite infettiva felina.
I sintomi di Uveite anteriore sono:
• miosi o restringimento pupillare;
• ipotonia oculare;
• torbidità della camera anteriore fino ad ipopion (raccolta di pus nella camera
anteriore);
• edema corneale;
• lacrimazione; • fotofobia.
Alcune differenze nelle manifestazioni cliniche di uveite tra le principali malattie sono:
FeLv, colpisce soprattutto il segmento anteriore fino a causare ipopion;
Toxoplasmosi, colpisce il segmento posteriore con torbidità dell’uvea;
FiP, colpisce tutta l’uvea con precipitati ed emorragie.
Altra patologia molto importante è il glaucoma, necessita una diagnosi abbastanza rapida per no creare alterazioni irreversibili alla retina ed al nervo ottico.
Esistono vari tipi di glaucoma: primitivo, congenito o secondario (origine infiammatoria, lussazione al cristallino, trauma), i sintomi di glaucoma sono:
• aumento di pressione intraoculare;
• iridociclite;
• discoria (pupille di forma diseguale);
• buftalmo o raccolta di liquido nella camera anteriore. Il trattamento è fatto con iperosmotici, diuretici e miotici; associato a trattamento chirurgico.
Proseguendo nel nostro percorso abbiamo la retina a carico della quale abbiamo una degenerazione retinica centrale causata dalla carenza di taurina, che può portare a cecità, quest’ultima causata da lesioni retiniche sempre più progressive; la taurina si trova in
carne, latte e pesce, mentre è assente nei vegetali, oppure si può trovare in prodotti già pronti; la carenza di questa sostanza può interessare anche il sistema immunitario dando una diminuzione della sua capacità.
Per ultimo possiamo ricordare delle forme tumorali a carico di questi organi: melanomi maligni dell’uvea del gatto, più frequente in gatti d’età superiore ai cinque anni, possono essere nodulari o diffusi e sfortunatamente possono metastatizzare portando a morte; possono essere causa di glaucoma secondario per il quale il soggetto è portato alla visita.
Per concludere, desidererei ricordare a tutti che, le patologie oculari sono di notevole importanza e richiedono cure appropriate, sotto lo stretto controllo del medico veterinario.

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